FARESPETTACOLO | gU.F.O., teatro dell’assurdo a… doppiosenso unico

Articolo pubblicato su Farespettacolo il 29/01/2014

di Antonella Buonauro

Quando si pensa al teatro dell’assurdo tornano subito in mente le commedie di Ionesco o i personaggi di Samuel Beckett. Al Teatro dell’Orologio di Roma, nell’ambiente raccolto della piccola Sala Gassman, Ivan Talarico e Luca Ruocco, che insieme compongono il duo chiamato Doppio Senso Unico, ricreano in parte quelle atmosfere e quei dialoghi con una pièce intitolata g.U.F.O.

Serie di sketch surreali, suddivisi tra momenti di fantomatiche, quanto ironiche, invasioni aliene sulla Terra e tragicomici spaccati sui dialoghi di una coppia di gufi chiusa nel tran tran della sua vita domestica, g.U.F.O è un atto unico e un interessante esperimento di teatro che ricorda in parte i siparietti televisivi di famose coppie comiche dei decenni passati e in parte il lavoro di certe avanguardie dadaiste e surrealiste, che strappa al pubblico risate, brevi partecipazioni e anche qualche opportuna riflessione sui tempi che viviamo e sulla storia. Così, mentre l’invasione aliena si compie, o almeno si pianifica, sul palco si vedono sfilare personaggi del calibro di Freud, Marx, o Newton, interrogati sulle teorie di cui furono padri e ora autori di risposte contraddittorie, ingenue, comiche perché paradossali. Insieme a loro, anche alcuni esemplari del genere umano, direttamente e ripetutamente prelevati dal pubblico, sono chiamati in causa a rispondere ad altrettanti quesiti, o a partecipare a divertenti siparietti in cui vengono interrogati su date storiche o analizzati per comprendere le ragioni della vocazione al fallimento che si sospetta sia inscritta nella loro natura.

I ritmi di g.U.F.O sono quelli concitati di uno spettacolo composto di sequenze brevi che si alternano senza soluzione di continuità, nel corso delle quali la qualità dei due interpreti emerge chiaramente nei continui cambiamenti di ruolo e nella capacità di improvvisare e di interagire con il pubblico senza mai abbassare il livello della performance. Li vediamo allora mentre si destreggiano agilmente calandosi ora nei panni di alieni invasori in uniforme, dai modi bruschi e dal piglio militaresco con cui sbeffeggiano bonariamente il pubblico chiamato sul palco, e ora nei panni della coppia di gufi, persa nella sua alienante vita domestica, ovvero claustrofobicamente rintanata tra bagno e frigorifero, che nonostante l’estrema insoddisfazione non si è mai decisa ad uscire di casa.
Fotografia surreale dei comportamenti umani, g.U.F.O sembra dunque porsi, in una certa misura, in linea di continuità con la precedente messa in scena del duo composto da Talarico e Ruocco – La Variante E.K.– la quale aveva già analizzato, e in parte esorcizzato, il significato del suicidio.
In scena fino al 9 febbraio, è consigliato a chi (non) voglia capire di più del genere umano e divertirsi per questo.

Ti potrebbero interessare