GAIAITALIA | Operamolla al Teatro dell’Orologio #Vistipervoi un’occasione da vivere. Stefano Cangiano c’era

articolo pubblicato su Gaiaitalia del 15/1/2016

di Stefano Cangiano

La morte. Evocata, indagata, definita e soprattutto cercata. Due fratelli in una casa e un cadavere da vegliare ma soprattutto la ferma convinzione di volerlo seguire al di là della vita. Operamolla chiarisce da subito il tema e il motivo dello spettacolo per poi lavorare per accumulo, moltiplicando i punti di vista e trascinando gli spettatori nel farsi della storia.

I Doppiosenso Unico, che in questi giorni tengono banco al Teatro dell’Orologio con una trilogia, sono una rivelazione, una perla che riluce, segnata dal sorriso del colore e dai sorrisi di chi osserva questa rarità teatrale. La coppia, Luca Ruocco e Ivan Talarico, ha costruito uno spettacolo intelligente e incisivo, vivo oltre ogni misura, dinamico come per assecondare la velocità di pensieri vorticosi, dove si ride e sorride dal primo al penultimo secondo.
La morte tanto invocata nella prima parte dello spettacolo non è un Godot atteso inoperosamente come una rivelazione ma uno stadio della vita e della consapevolezza da comprendere fino in fondo, realizzando poi di esserne posseduti. E così irrompe quella morte, il pubblico è chiamato in veglia e da quel momento non sarà più lo stesso.

Se prima i due fratelli cercavano conferme e indicazioni nei Santi Lucia, Gertrude, Gottardo e Barnaba, dopo guadagnano una superiore saggezza e allora a dover essere ricondotto alla verità è il pubblico, un amalgama densa di protagonisti inconsapevoli, come il Funambolo Paralitico, il Masticatore di Pensieri, il Tumorato di Dio e altri, che dovranno passare per il lavacro della scena, fare esperienza di una catarsi declinata al modo di Doppiosenso Unico.

Il tono umoristico si muove agilmente attraversando tanti registri: dalla farsa alla corrosione comica, dal cinismo dello humour nero alla parodia dei sentimenti e delle intenzioni, ma la personalità di Doppiosenso Unico è definita e consapevolmente distribuita sulla scena e lungo tutto lo spettacolo. La levità porta con sé un nucleo di profondità di analisi che si traduce in una consapevole resa scenica e travolge lo spettatore senza che questo realizzi totalmente quello che è successo, assorbito com’è da quello che sta succedendo.

Operamolla è un’occasione da vivere prima ancora che uno spettacolo da vedere, è un’esperienza spettatoriale piena grazie al lavoro attoriale e drammaturgico senza crepe e che si ostina a inseguire una crepa, quella che è in ognuno di noi e che, misteriosamente e come per miracolo, riusciamo a chiamare per nome, ridendone a crepapelle.

I Doppiosenso Unico saranno in scena all’Orologio con altri due spettacoli per tutto il weekend. Andateci senza farvi troppe domande perché a quello penseranno loro. Per questo lunga vita a Operamolla e ai Doppiosenso Unico, anche se si aspetterebbero lunga morte!

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