RECENSITO | Il problema degli uomini è nei denti

articolo pubblicato su Recensito del 15/1/2016

di Daniele Sidonio

Il gioco onirico, la claustrofobia psichica di una mente sfibrata dalla propria quotidianità e dalla necessità di aver un’idea sul circostante. Con “gU.F.O” si consuma, tra risate snervanti e accorate, il secondo capitolo della trilogia “Niente di nuovo sotto il suolo” del duo Ruocco-Talarico, in scena al Teatro dell’Orologio dal 12 al 17 gennaio.
La prerogativa è la stessa di “La variante E.K.“: trascinare il pubblico in scena e utilizzarlo a mo’ di oggetto scenico e protagonista nel gioco ininterrotto dell’improvvisazione e della battuta. Al centro della storia è stavolta l’alienazione, risa e derisa attraverso un meccanismo variazionistico mai domo, grazie al quale i due attori riflettono ironicamente su tre tipologie senzienti: gli uomini, gli alieni, i gufi.
Dalla mente fragile dei primi – esclusivamente membri del pubblico – escono i secondi, autoritari, rapitori e dissennatori goffi, e i terzi, ragionatori provetti e autodistruttivi, apatici e limitati tra frigorifero, bagno e cucina, in una sorta di telenovela piumata. Le variazioni sul tema questa volta toccano le idee basilari della cultura occidentale, dall’irascibile Gandhi al capitalista destrorso e sfruttatore Marx, fino al Gesù balbettante – torna la satira religiosa – che più grosse le spara e più gli credono. Il paradosso e la contraddizione assumono un ruolo fondamentale nello spettacolo, caratterizzato dal gioco linguistico a partire dal titolo. In questo senso emblematico il siparietto di distinzione tra rombi e losanghe, “lo sanghe” e lusinghe. Il ritmo della narrazione a sketch rimane sempre altissimo, e la dimensione surreale, se possibile, aumenta rispetto all’episodio uno.
L’umanità viene sbeffeggiata dagli invasori in uniforme, che ne evidenziano i punti deboli, la famiglia, la vigliaccheria, la vita coniugale delirante e poco sincera – “rimango con te Luigino, ma amo Gianni Barba” – la scarsa capacità di fare astronavi di carta e i denti, soprattutto i denti.

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